Il sistema cognitivo e percettivo dell’essere umano moderno ha subito un forte condizionamento nei millenni che ha gradualmente assopito la sua capacità del tutto istintiva e naturale di essere a contatto diretto con il mondo e di ricevere informazioni oggettive da esso sotto forma di percezioni, intuizioni e comprensioni non basate sul pensiero logico-razionale o la memoria personale, spingendolo ad affidarsi sempre di più alla ragione, al calcolo, alla razionalità.

La razionalità si erge su un principio di non contraddizione: “una cosa è se stessa e non altro“

Il secondo è principio di causalità: “una cosa accade a causa di un altra“

Questo processo degenerativo dell’essere umano ha lavorato per millenni, contribuendo a creare una prigione di idee, religioni, opinioni, convinzioni e tradizioni che di fatto rende l’essere umano, una creatura monca, priva di una parte fondamentale, ossia l’anello di collegamento con il mondo, è come guidare guardando sempre e solo il gps, e mai fuori dal finestrino.

Ci sono culture che sono sopravvissute a questo processo di condizionamento che hanno preservato questa capacità e sopra di essa hanno costruito le loro tradizione senza mai però intaccare la loro capacità di percepire il mondo in modo diretto.

Scopriremo che la Radioestesia è infatti un tentativo ben riuscito di riuscire ad accedere alle nostre reali potenzialità, pur non rinunciando al condizionamento percettivo che abbiamo subito.

Possiamo considerarla un Exploit, un trucco, in realtà sarebbe possibile per ogni essere umano rieducare la propria percezione, in modo tale da ottenere accesso a questo potere in modo diretto, senza mezzo di strumenti, direttamente attraverso la consapevolezza.

Di questo aspetto ne riparleremo alla fine.

ONDE CEREBRALI

La capacità di fare radioestesia è legata agli stati di conscenza in cui riusciamo a portarci, stati dove le onde cerebrali cambiamo da quelle tipiche della veglia a quelle di uno stato meditativo leggero.

Da un punto di vista prettamente scientifico, gli stati di coscienza che viviamo sono dovuti all’incessante attività elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso “onde elettromagnetiche”: le onde cerebrali.

La frequenza di tali onde, calcolata in ‘cicli al secondo’, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attività in cui il cervello è impegnato e può essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in “quattro bande”, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse “attività del cervello”.

Onde beta da 14 a 30 Hz sono associate alle normali attività del dialogo interno, concentrazione sui problemi, reazioni di stress e ansia. Le onde beta sono infatti alla base delle nostre fondamentali attività di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda.

Onde alfa da 8 a 14 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, diminuisce l’uso della razionalità e si lascia più spazio alla creatività, l’attenzione è concentrata e agganciata su stimoli interni o esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. In questa fase sono possibili le intuizioni, quando si pratica radioestesia, le onde dominanti sono onde alpha.

Onde theta e delta tra i 0,5 ed i 8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attività di sogno, immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa fino al profondo rilassamento e sonno.

La maggior parte delle persone è abituata a oscillare su onde beta in modo semi permanente. In questo stato le persone tendono ad essere meno intuitive, più abitudinarie, si sentono disconnesse dal mondo di cui sono parte integrante, sono intente e concentrate a fare solo i loro interessi fittizi o a cercare gratificazione.

Chi riesce ad accorgersi di come stanno veramente le cose cerca naturalmente di invertire questo processo di disconnessione, imparando a riscoprire e allenare l’intelligenza intuitiva, che consente di ritornare al nostro stato naturale di risonanza e ricettività.